LA BOMBA | 19.20.21.22 ottobre

Sabrina racconta la sua storia soffermandosi sul brusco passaggio dall’infanzia alla vita adulta, governata dalla necessità di lavorare e di sottostare a costrizioni e soprusi che non avrebbe mai immaginato da ragazza.

Nominata avvocata d’ufficio per difendere un’infermiera arrestata a una manifestazione No Tav Sabrina dovrà decidere se seguire o meno le regole del gioco di chi comanda e decide, di chi tiene le vite degli altri appese a un filo e crede di avere il diritto di farlo. È proprio su un filo, o meglio una trave che Sabrina ci spiega le contraddizioni della realtà contemporanea e del mondo capitalistico. Si aggrappa, rischia di cadere, ma riesce a trovare l’equilibrio, a scoprire quell’engagement che chiede anche agli spettatori, la forza per cambiare lo stato delle cose. Non accetterà infatti di essere vittima e la sua decisione, comprensibile dal titolo, ci viene declamata con un effetto scenico scuotente ed eccitante.

Lo spettacolo è nato dal desiderio di creare un progetto artistico attorno all’album Storia di un impiegato di De Andrè. Il progetto Storiedimpiegati ha vinto il Bando MITiCi 2012 e indaga il mondo del lavoro mescolando diversi linguaggi e mezzi espressivi come performance, musica, drammaturgia, fotografia e video. Parti della sceneggiatura sono state ispirate dalle storie raccolte attraverso il bando online pubblicato sul sito di Storiedimpiegati.

Abbiamo chiesto all’attrice Valentina Rho se si riconosca nelle difficoltà esposte nel testo e nel dramma rappresentato dalla protagonista Sabrina. L’attrice, bilingue, trova che la possibilità di recitare in inglese e in italiano le permetta una comunicazione spontanea e immediata del messaggio del testo, nel quale si riconosce. “Mi interrogo spesso sul lavoro, sulle sue condizioni e suoi ricatti che ci impone. Come la protagonista, spesso anch’io mi nascondo dietro delle scuse per paura di uscire dalla soglia. A mia volta, però, come lei in alcune occasioni mi sono fatta bomba e riconosco la potenza e la necessità di questa scelta sia nel campo lavorativo che in quello delle scelte etiche”.