BREVI GIORNI, LUNGHE NOTTI | 19.20.21 febbraio

C’è o c’era sulla cima di un colle un paese nel sud dell’Italia che è come se sorgesse sulla cupola del mondo e lo riassumesse, tutto il mondo. Lì si incontrano le storie di Zio Mario, storie di uomini e animali che potevano convivere e parlare. Ci stanno dentro l’Italia dei nostri genitori e dei nostri nonni con le loro musiche cariche di sogni e ci sta la nostra con le sue contraddizioni. Ci sono gli sguardi degli altri a regolare tutto, sguardi che giudicano e condannano e sguardi d’amore e di gioia. Sono storie vere e sono storie inventate allo stesso tempo, quelle di Zio Mario, perché non c’è storia che in bocca a un narratore non diventi anche anche magia.

Un solo attore, con il suo bagaglio di storie, da vita a tutte le figure del suo racconto. Gli oggetti e lo spazio vengono usati, riusati e reinterpretati al servizio della storia. Occhi di altri lo guardano. I suoi occhi sono veri, poi dipinti meglio di quelli veri, poi cancellati e poi riaperti sulle sue storie. Suoni e musiche accompagnano gli anni che passano nel suo racconto. Giungono fino a noi le musiche di quell’America lontana e delle processioni e dei canti per confondere le urla del parto.

Questo microcosmo del paese di Rotondo fa da esempio e monito, fa da specchio e da visione fantasmatica per il nostro presente e per il nostro futuro. É sempre dal passato che vengono le informazioni su come non annientarci e un mondo appena uscito dalla grande guerra ha molto da insegnarci su come guardare la vita e non averne paura.

Stagione

Crediti

Di e Con Gabriele Genovese 

Regia Elisabetta Carosio e Gabriele Genovese

Produzione Lumen. Progetti, arti, teatro