Parlare in pubblico mette in gioco una serie di dinamiche e tabù personali che nulla hanno a che vedere con la competenza e la conoscenza professionale.
Davanti ad una platea di sconosciuti l’emotività prende il sopravvento, il respiro sale, la voce inizia a tremare e ci si trova proiettati, fuori dal corpo, intenti a guardarsi.
L’insicurezza genera dei meccanismi di difesa, che innescano una serie di linguaggi non verbali e distraggono il pubblico dai contenuti.
L'attenzione è bassa. La comunicazione diventa inefficace.
Parlare in pubblico non è altro che la stesura di un proprio copione, lo studio di verbale e non verbale e la rappresentazione davanti ad una platea.
Il teatro è quindi il linguaggio di riferimento di questo percorso, utilizzando lo studio delle tecniche di respirazione, di improvvisazione e di racconto per vincere l'insicurezza e gestire l'emotività.