Intervista a Gabriele Genovese ed Elisabetta Carosio di Sospiri

Simona Migliori intervista Gabriele Genovese ed Elisabetta Carosio sullo spettacolo Sospiri. Un amore di contrabbando.


Lo spettacolo è in scena il 16, 17 e 18 marzo 2018 a Teatro Linguaggicreativi.

Gabriele ed Elisabetta ci hanno svelato tantissime curiosità sulla loro Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro e sullo spettacolo Sospiri. Un amore di contrabbando.

Guarda il video o leggi l’intervista!

 

 

INTERVISTA A GABRIELE GENOVESE ED ELISABETTA CAROSIO

 

  • Compagnia Lumen, chi siete?

Elisabetta: Il nome completo è “Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro”. Ci siamo scelti un nome molto gettonato in Italia, siamo in tre, quindi per differenziarci abbiamo aggiunto un sottotitolo. La compagnia è formata da noi due, Elisabetta Carosio e Gabriele Genovese. Ci siamo conosciuti nel 2011 ma abbiamo fondato la compagnia nel 2014. Ci occupiamo di teatro di prosa per adulti e di teatro per ragazzi. Nello specifico nel teatro di prosa ci sono due filoni: gli spettacoli costosi che sono quelli con tanti attori e una scenografia elaborata di cui mi occupo soprattutto io, e poi ci sono quelli poveri di produzione, ma ricchi di quel rapporto speciale che si instaura tra l’attore e il pubblico, di cui si occupa Gabriele, il teatro di narrazione per intenderci. Anche per gli spettacoli di narrazione io curo la scenografia e, come nel caso di Sospiri, la regia.

 

  • Voi eravate già stati qui a Teatro Linguaggicreativi 2 anni fa…

 

Gabriele: Lo spettacolo era Brevi giorni e lunghe notti

Gabriele e Elisabetta all’unisono: Storie di straccioni di porci e di re.

Elisabetta: Perché a noi piacciono i sottotitoli!

 

  • Avevate anche allora una scenografia molto agile…

 

Elisabetta: Sì esatto, lì c’erano delle luminarie salentine, perché ho cercato di riferirmi al mondo che Gabriele porta in scena…

 

  • Ora veniamo a Sospiri, di cosa parla?

 

Gabriele: Lo scenario è quello del contrabbando di sigarette a Brindisi negli anni ’80. Avendo io 31 anni, ho vissuto personalmente tutta la fase finale del contrabbando, mi ricordo dei contrabbandieri e di come erano conciati, delle alfette tutte elaborate per sfuggire dai finanzieri… Insomma lo scenario è questo e al suo interno c’è la storia di Mimì fuci fuci che lavora per il contrabbando.

Elisabetta: Sì, la particolarità è che ci sono storie nelle storie, come scatole cinesi. Quando Gabriele scrive le sue storie non sempre si rende conto da cosa sono collegate, poi io rileggendole spesso trovo un filo conduttore. Sia nelle storie che fanno ridere che in quelle che fanno piangere c’è un elemento che le unisce, parlano tutte della stessa cosa. In questo caso è l’amore di contrabbando.

 

  • Sì ecco, il concetto dell’amore di contrabbando ci interessa… parlatecene.

 

Elisabetta: Si parla di amore di contrabbando perché nella società non tutti i tipi di amore sono accettati, o sono considerati normali e così anche alcune persone che si innamorano non sono considerate normali. Il Mimì della nostra storia è considerato un pazzo perché si innamora di una sirena e ci sono altri personaggi più comici che fanno da contraltare e vivono altri amori non accettati, non permessi e quindi di contrabbando. Come Mimì, anche la storia delle due sorelle Bellevicine è una storia di amore di contrabbando: le sorelle sono talmente brutte che si pensa che nessuno potrà mai amarle e invece anche loro vivono la loro storia d’amore. Volevamo raccontare come nonostante tutti gli sforzi che facciamo per contenere l’amore in una forma accettabile, lui viene su dove meno te l’aspetti, è una forza che domina tutto, che riemerge dal mare che non vuole restare nascosta.

 

  • Gli anni ’80 sono un’ambientazione televisiva e cinematografica molto sfruttata ultimamente, voi perché avete scelto questo periodo?

 

Gabriele: Il periodo l’hanno scelto i contrabbandieri… a me piacciono di più gli anni ’60. Scherzi a parte, diciamo che volevamo parlare del fenomeno del contrabbando di sigarette che è stato specifico di quegli anni e degli anni ’90, il periodo che ho vissuto anche io.

Elisabetta: Qui c’è una ragione storica evidente, quelli sono gli anni del contrabbando, ma a parte questo, la particolarità delle storie che racconta Gabriele è che si tratta di storie un po’ precedenti rispetto al tempo che viviamo, ma non troppo. È un mondo di per sé arcaico ma fortemente connesso a quello di oggi. Un mondo che esiste e che è lontano quanto basta per colpirti alle spalle. Non ti riconosci immediatamente in quel mondo, quindi la storia sembra non riguardarti, ti lasci andare, ti apri… poi quando sei dentro capisci che ti riguarda.

 

  • 3 buoni motivi per vedere lo spettacolo…

 

Elisabetta: Quando mi fanno queste domande vorrei solo dire “perché è bello”….

Gabriele: Io ci ho pensato e ho trovato una risposta: per concedersi un’ora in cui credere all’impossibile!

 

  • Bellissimo, quasi chiuderei qui, ma ho un’ultima domanda: in linea col titolo della nostra stagione, qual è la vostra dannata voglia?

 

Elisabetta: Ne abbiamo tante, e tante che non sono LA. Raccontare storie, cercare di arrivare al cuore delle persone è già la nostra dannata voglia. Al di là di questo che è sempre vero, in questo periodo abbiamo fatto tantissime cose con la compagnia, stiamo crescendo. Con la compagnia Servo Muto abbiamo vinto il Bando Funder e ci stiamo organizzando per capire chi è il nostro pubblico, chi siamo noi in questo panorama rispetto alle altre compagnie, come comunicare all’esterno quello che facciamo. E poi ce ne sono un sacco di altre: io voglio uno spazio mio dove provare… adesso proviamo ospitati da chi si innamora un po’ dei nostri progetti, ma avere uno spazio proprio non sarebbe male.

Gabriele: la mia dannata voglia è quella di fare lo spettacolo.

Vi aspettiamo a Teatro Linguaggicreativi il 16, 17 e 18 marzo 2018 con Sospiri. Un amore di contrabbando di e con Gabriele Genovese, regia di Elisabetta Carosio, Compagnia Lumen. Progetti, arti, teatro.

 

Quando

16.17.18 marzo 2018

venerdì e sabato ore 20.30

domenica ore 19.00

 

Dove

Teatro Linguaggicreativi

via Villoresi 26, Milano (MM2 fermata Romolo)

 

Biglietti

Intero: 14 euro

Allievi Scuola di Teatro Linguaggicreativi: 10 euro (esibendo la Tessera Linguaggicreativi)

Studenti under 26: 8 euro (esibendo tesserino scuola-università)

Over 65: 10 euro (esibendo carta d’identità)

Convenzionati 10 euro

CLICCA QUI per scoprire le realtà convenzionate

 

Tessera

Per entrare agli spettacoli e concerti di Teatro Linguaggicreativi è obbligatorio essere in possesso della tessera associativa GRATUITA.

Richiedila subito sul nostro sito cliccando qui o inviandoci una email a promozione@linguaggicreativi.it

 

Info e Prenotazioni

Prenotazione fortemente consigliata a:

biglietteria@linguaggicreativi.it

0239543699 | 3274325900

 


Articoli Correlati