Intervista a Emanuela Rolla di Nicht so aber so

Simona Migliori intervista a distanza l’attrice e regista genovese Emanuela Rolla sullo spettacolo Nicht so aber so. Non così ma così in scena il 7 e l’8 aprile a Teatro Linguaggicreativi.

Guarda il video o leggi l’intervista!

INTERVISTA A EMANUELA ROLLA

  • Ciao Emanuela, questo è il terzo anno che torni a Teatro Linguaggicreativi, raccontati a chi ancora non ti conosce!

Ciao! Allora sono Emanuela Rolla e faccio questo mestiere da 24 anni. Sono un’attrice diplomata al teatro stabile di Genova e torno con grande gioia a Linguaggicreativi che è un posto speciale, come una grande casa di teatro che mi accoglie e mi fa sentire a casa. Oltre ad essere un’attrice sono anche una regista, e infatti quello che vengo a proporre quest’anno a Linguaggicreativi è uno dei miei spettacoli, uno spettacolo su Brecht.

 

  • Qual è l’attualità di Brecht secondo te?

Io personalmente entro molto in empatia con i personaggi descritti da Brecht. L’uomo viene messo al centro di tutto, la dignità dell’essere umano. Credo che i contenuti di Brecht siano eterni, inviolabili, intoccabili. La sua scrittura è forte e precisa nella sua essenza, nel suo tratto netto, senza fronzoli, senza troppi racconti. L’uomo viene descritto nella sua interezza, con le sue paure e le sue deviazioni.

 

  • Da quali opere di Brecht hai tratto i brani che canti nel tuo spettacolo?

Alcune delle opere alle quali mi sono ispirata sono famosissime, come ad esempio Mackie Messer oppure Surabaya Johnny e anche Song di mang deleye che è un pezzo che amo tantissimo e un piccolo passaggio che è Ninna nanna 1962. Si tratta di una ninna nanna molto particolare, racconta in maniera graffiante la scelta di una madre che decide di non far nascere un figlio per paura che possa diventare un altro dittatore. Il coraggio di una madre che afferma: se mio figlio sarà un vile, se non sarà dalla parte dei giusti, è meglio che non nasca neanche. È un messaggio molto violento, ma anche di grossa responsabilità civile ed etica.

 

  • In quale personaggio, tra le tante e diverse figure femminili che hai tratto dalle opere di Brecht, ti rispecchi maggiormente?

Uno dei pezzi che io sento di più, anche se non ho vissuto il periodo della seconda guerra mondiale è la Ballata di Maria Sanders in cui si parla delle leggi di Norimberga e le costrizioni che venivano imposte. Si parla di questa donna che si innamora di un ebreo e che per questo viene derisa in pubblica piazza, rapata a zero, denudata ed esposta con un cartello. In quel testo emerge tutta la violenza di un regime dittatoriale. Credo che solo artisti come Brecht e Kurt Weill abbiano potuto creare un testo così incredibile. Comunque anche quando faccio Song di mang Deleye, una prostituta ubriaca, che guarda il mondo con cinismo e ironia, mi ci specchio tantissimo, mi ci ritrovo.

 

  • Tre buoni motivi per venire a vedere lo spettacolo.

Innanzitutto questo spettacolo è nato nella semplicità del puro atto creativo, è nato per essere una ricerca teatrale, uno studio che un’attrice fa, e alla fine di questo studio è venuto fuori qualcosa che vale la pena di mostrare al pubblico. Il secondo buon motivo è che in Brecht ci sono dei contenuti universali che non devono essere persi: nella bellezza poetica di un’ora di spettacolo si tocca la verità dell’essere umano. Il terzo buon motivo è che vale la pena andare a teatro per vedere uno spettacolo che nasce dall’esigenza di qualcuno che ha voglia di raccontarsi, senza pensare alla parte economica, al successo, alla visibilità.

 

  • In linea con il titolo della nostra stagione raccontaci qual è la tua dannata voglia.

La mia dannata voglia è di vivere nonostante le paure, gli insuccessi, nonostante i no. Vivere facendo sì che quei no siano un trampolino di lancio per qualsiasi cosa, non importa per diventare famosi o meno, siamo così schiacciati dalla necessità di diventare famosi.

Quindi la mia dannata voglia è di vivere con il sorriso, e soprattutto con gratitudine. La gratitudine di poter stare sul palco, di avere belle persone accanto che ti sostengono nei momenti difficili: compagni di lavoro, amiche, attrici che mi seguono nei miei progetti. La gratitudine di poter avere contenuti di alta qualità, di poter studiare, aprire e arricchire la propria anima, di avere insegnanti che ti spingono a ricercare il bello nonostante non sia detto che ci sia una data per fare uno spettacolo.

Quindi concludo l’intervista a Linguaggicreativi dicendo grazie per avermi dato questa opportunità di essere quella che voglio essere, ci vediamo il 7 e l’8 aprile a Milano, Ciao!

Emanuela Rolla vi aspetta a Teatro Linguaggicreativi sabato 7 e domenica 8 aprile con il suo spettacolo Nicht so aber so. Non così ma così.

 

Biglietti

Intero: 14 euro
Allievi Scuola di Teatro Linguaggicreativi: 10 euro (esibendo la Tessera Linguaggicreativi)
Studenti under 26: 8 euro (esibendo tesserino scuola-università)
Over 65: 10 euro (esibendo carta d’identità)
Convenzionati: 10 euro

CLICCA QUI per scoprire le realtà convenzionate.

 

Tessera

Per entrare agli spettacoli e concerti di Teatro Linguaggicreativi è obbligatorio essere in possesso della tessera associativa GRATUITA.

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Info e Prenotazioni

Prenotazione fortemente consigliata:

biglietteria@linguaggicreativi.it

0239543699 | 3274325900


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