PIAZZA FONTANA

Attraverso una storia d’amore impossibile, lo spettacolo teatrale Piazza Fontana, una storia d’amore racconta il clima degli anni di piombo. Racconta la frattura che a partire da quel primo orrendo delitto inaugurò la stagione del terrore in Italia. Passa poi per Piazza della Loggia, l’italicus e la stazione di Bologna.

Un filo drammaturgico è costituito dalla storia d’amore tra i due protagonisti che prende spunto nel suo svolgimento sia dalla canzone di Herbert Pagani “Albergo a ore”, sia dall’ intramontabile tragedia di Shakespeare “Romeo e Giulietta”.  La storia d’amore, ambientata a Milano nel 1969, ci accompagna dall’incontro tra un uomo e una donna, un Romeo e una Giulietta moderni e milanesi, alla scoperta del loro amore impossibile perché entrambi sono sposati e hanno una famiglia, in un’epoca in cui in Italia lo sposarsi non per amore era ancora un’abitudine diffusa e il divorzio illegale. Esisteva ancora, infatti, il reato di adulterio (la moglie adultera era condannata alla reclusione). Vediamo i due amanti incontrarsi, innamorarsi, rincorrersi per i luoghi di Milano, darsi appuntamento ogni giorno di nascosto in Piazza Fontana, poi decidere di scappare e coronare il loro sogno e infine rimanere coinvolti nell’esplosione della bomba il 12 dicembre. È la perdita dell’innocenza per l’intero paese, per un’intera generazione.

A questo primo filone drammaturgico si intreccia la storia di Milano nei cinque giorni che precedono lo scoppio della bomba: il clima sociale, culturale, politico di quegli anni. Questi contributi testuali sono stati scritti per noi da esponenti della cultura milanese come Alessandro Bertante, responsabile della pagina culturale di Repubblica Milano, Eugenio Finardi noto cantautore milanese, Piero Colaprico scrittore giornalista, Letizia Russo, drammaturga e altri ancora. A loro abbiamo chiesto di scrivere appositamente per noi dei brevi racconti riguardanti il loro ricordo di Milano del 1969, e in particolare del 12 dicembre e dei giorni che seguirono, per raccontare l’impatto che un fatto così importante ha impresso con violenza una direzione alla storia del paese.

Le ombre lunghe di quegli avvenimenti affiorano tutt’oggi. La storia di tanti uomini e donne è stata segnata, tante vite spezzate. “Nomi senza memoria in un paese senza memoria”.

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro Litta dall’11 al 20 dicembre 2009.

 

RECENSIONI

Punto e Linea Magazine

KLP Teatro

 

 

Stagione

Crediti

Progetto di Paolo Trotti, Roberto Rampi,

Marta Galli, Stefano Annoni

Testo di Paolo Trotti con contributi di

Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Piero Colaprico,

Eugenio Finardi, Letizia Russo

Regia Paolo Trotti

Aiuto regia Luca Tripeni Zanforlin

Musiche dal vivo di Tommaso Ferrarese

Scena e costumi di Katia Vitali

 

Per maggiori informazioni:

Maurizio D’Egidio
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