HARRYNESS

Lo spettacolo teatrale Harryness è liberamente ispirato dal monologo “Il Natale di Harry” di Steven Berkoff che affronta il tema della solitudine attraverso gli ultimi giorni di Harry, un uomo di neanche quarant’anni, che si trova ad aspettare da solo il Natale. Nell’affrontare il testo abbiamo spostato la solitudine dal solo evento natalizio per parlarne in modo più universale. Anche attraverso la comicità, l’insana allegria, che figlia della solitudine, conduce alla pazzia.

Harry, trascorre le sue giornate con la televisione accesa, nell’attesa di telefonate che non arrivano e di obblighi nei confronti della madre e di tutte le donne del suo passato che tenta disperatamente di ritrovare per un brindisi. Accanto a lui un personaggio femminile, un gatto, che si prende gioco di lui impersonando di volta in volta: gli amici, la madre, l’ex fidanzata e il suo grande amore, Clara.

La scena si muove su due piani, il basso dove la vita reale trascorre nella solitudine e nell’abbandono a se stessi e il piano alto dove l’anima interiore ci collega tra realtà e divino e il divino è rappresentato da un cabaret dove la felicità e la pace interiore ci permettono di scherzare sui problemi esistenziali di ognuno di noi.

Quello a cui assistiamo nello spettacolo teatrale Harryness è realtà o sogno? Sta accadendo tutto realmente o è già accaduto? Harry sta vivendo il presente o è già morto? forse sta solo sognando.

“In fondo ci sono cose peggiori della morte. Se avete passato una serata con un assicuratore sapete cosa intendo dire.”

Stagione

Crediti

di Paolo Trotti

con Francesco Leschiera e Simona Migliori

regia Paolo Trotti

Per maggiori informazioni:

Maurizio D’Egidio
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