Chi siamo

Associazione culturale Linguaggicreativi

 

Ogni istante, secondo minuto tempo, inciampiamo in infinite sliding doors.

Non ci è dato sapere dove ci porteranno. Non lo vogliamo sapere. Ucciderebbe la nostra curiosità e la creatività. Quindi continuiamo tra passaggi infiniti, incroci, deviazioni, ritorni, verso un futuro che non è scritto – lo scriviamo ogni giorno – inciampando e danzando tra la vita.

A fine 2008 si incrociano le strade di Simona Migliori e Paolo Trotti e nasce così l’Associazione Culturale Teatro Linguaggicreativi a cui si aggiunge Luca Tripeni Zanforlin.

Fin da subito ci siamo posti il problema dell’identità: chi siamo, cosa vogliamo essere, dove vogliamo andare. Ci siamo dati come impegno di non essere solo un altro teatro a Milano, ma di lavorare sulla zona, sui margini – siamo al confine con la Barona – sugli emarginati e su chi non ha voce. All’inizio abbiamo vinto due bandi importanti per realizzare nelle scuole interventi contro il bullismo e contro la dispersione scolastica e questo ci ha permesso di iniziare a co-produrre nel 2009 gli spettacoli Piazza Fontana una storia d’amore e Aut, un viaggio con Peppino Impastato. Poi altri incroci, giri, spirali porte e nel 2010 abbiamo aperto il Teatro grazie all’aiuto di tanti amici, tra cui Antonello Antinolfi, Riccardo Servi, Costanza Tironi. Nello stesso anno a Simona Migliori e Paolo Trotti si è aggiunto Amedeo Romeo, uniti dalla voglia di sperimentare linguaggi che mischiassero il teatro alla video arte, alla pittura, alla danza. Abbiamo, prodotto nuovi spettacoli, intensificato il lavoro sul territorio, allargando le collaborazioni con il Fai e onlus del terzo settore come Spazio Aperto Servizi, sviluppando progetti sul cyberbullismo, la famiglia come nucleo allargato e le dinamiche umane. Poi ci viene l’idea di indire un bando per compagnie che avessero davvero voglia di sperimentare e non solo di mettere in scena una bella storia. Così sono partite le stagioni dai nomi poetici che raccontano di noi (Incipit, Non facciamo rumore facciamo cultura, Al di sopra dei nostri mezzi, Oltre ogni pudore, Eppur si muove, Senza perdere la tenerezza, Strappando la gioia ai giorni futuri, patrocinate dal Comune di Milano e dal Consiglio di zona 6) per adulti e per bambini. Abbiamo aperto una zona aperitivo ed un book crossing all’interno del teatro, per accogliere il pubblico prima dello spettacolo, perché il teatro non sia solo un luogo di passaggio, ma di incontro.

Ha funzionato e continuiamo a riproporlo da 8 anni.

Con lo spettacolo Chi non lavora, non abbiamo vinto nel 2013 la menzione speciale della giuria al premio internazionale “Il Teatro Nudo Teresa Pomodoro” e poi il premio della critica “Ermo Colle”.

Ogni anno produciamo almeno due spettacoli che non muoiono nel nostro teatro, ma vengono distribuiti su tutto il territorio italiano.

Con Ambulatorio d’Arte Vanghé collaboriamo ai concerti e ai corsi di teatro per i pazienti diurni di San Paolo e San Carlo. Con Centro Aiuto minori e Famiglie Onlus ci rimettiamo in gioco con gli adolescenti. Abbiamo aperto anche un corso gratuito per over65 – Gli OverGreen, come dicono loro – che ogni lunedì si ritrovano in Teatro per provare uno spettacolo da presentare a Natale.

La scuola di recitazione propone un’offerta differenziata a partire dai 3 anni d’età e conta ad oggi circa 180 allievi.

Contemporaneamente portiamo avanti i progetti di formazione attraverso il teatro all’interno delle aziende, lavorando su temi come public speaking, team building, leader di vendita.

Nel 2015 il Teatro ha aumentato il bacino di giovani under35 e le nostre fila si sono arricchite della presenza di Diego Paul Galtieri, Federica Gelosa, Silvia Torri, Marialice Tagliavini, Andrea Tonin, Giulia Visaggi, che collaborano alle produzioni e ai corsi serali.

Nel 2016 abbiamo vinto il bando Funder35 di Fondazione Cariplo, grazie al quale l’ufficio si è ampliato della presenza di Simona Calamita e Maurizio D’Egidio, che si occupano rispettivamente di promozione, bandi e distribuzione e Veronica Scarioni, a supporto.

Nel 2016 il nostro spettacolo La Nebbiosa riempie la Sala 3 del Teatro Franco Parenti per 11 sere consecutive, risultato che cercheremo di raggiungere anche nel 2018 con la nuova produzione I ragazzi del massacro, tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco.

E ogni anno aumentano i tesserati, gli spettatori e le compagnie che vogliono farsi ospitare.

Ci apprestiamo oggi a chiudere la settima stagione del Teatro e a cominciarne una nuova, con tanti artisti e spettacoli di qualità.

Ecco, dopo otto anni riscriviamo chi siamo, ci guardiamo indietro per vedere chi eravamo e ogni anni puntualizziamo la nostra identità, fatta di drammaturgia contemporanea, riscrittura di classici e poesia.

Perché il teatro è azione e dietro ogni azione c’è un gesto poetico.

Riscriviamo “chi siamo” per sapere sempre a che punto stiamo tra le sliding doors che ci hanno cambiato la vita.

Per sapere sempre chi siamo.

Per essere presenti.

Qui e ora.

Con un sorriso verso il passato e lo sguardo proiettato al futuro.

 

MANIFESTO

“Leggi Poe, Hawtorne, leggi Auster e non Philip Roth. Leggi Houellebecq e anche Celestini, anzi lui vallo a sentire, leggi Blake, Marlowe, Canetti e Grossman e poi leggi anche Hoffmann e Lovecraft, leggi Dante, ma solo l’inferno perché il resto è veramente noioso; e poi leggi Hopper perché anche i quadri si leggono, leggi Moore perché anche i sassi ti parlano. Leggi poi Pasolini, che Word corregge in Pisolini, ma solo i suoi primi film e un po’ di teatro, e poi leggi Gaber, leggi Hemingway ma non leggere Garcia, anzi leggilo se vuoi, ti sembrerà di averlo già letto. Leggi Kant, Koltes e Kierkegaard. Leggi Carver e i racconti di Calvino. Leggi Rigoni Stern e Kurosawa, leggi Sergio Leone, leggi Evangelisti, ma poi leggi Asimov e leggi Dick. Leggi Joseph Roth. Leggi Schifano e poi Spielberg uno si e uno no. Woody Allen leggilo tutto d’un fiato. Leggi il Merlot e non il Sangiovese che inacidisce. Leggi gli alberi del tuo quartiere, conoscili uno a uno, e leggi le foglie morte. Leggi Baudelaire e Van Gogh. Ma poi leggi Tavernier e leggi Lou Reed. Leggi Maradona e anche Pelé. Alì e non Foreman. Leggi Strehler e leggi Vassalli. Leggi l’amore in ogni parola. Leggi Gli Swartz e leggi Jannacci. Leggi David Bowie e gli Stooges. Leggi il Virus e non il Leoncavallo. Leggi Avoledo. Leggi Marquez ma fino all’amore ai tempi del colera e Bjoi Casares. Leggi Borg, Beker, Lendl. Leggi Franco Baresi e Franco Battiato. Leggi Spike Lee, Onagro e leggi il giornale. Ma uno vero. Non quelli che danno gratis. Leggi il giornale e sceglilo. Scegli dove stare anche se non c’è più nessuna parte. Leggi Bocuse e leggi Aimo e Nadia. Ma poi protesta perché il cibo è vita e tre ravioli non possono costare venti euro. E allora leggi Oldani. Un eroe popolare come Zorro. Leggi il Tiertgarden e non il Green Park. Il punk e la disco. Leggi le gru che costruiscono le case e leggi Kafka, Moskoskaja e Fois Grass. Leggi tutto quello che ti pare e fatti una tua idea che è cosa rara. Non inchinarti a quelli che ti vendono come grandi ma cerca da solo i tuoi Dei. E poi sii pronto a ucciderli. Leggi il pensiero e non dire che lo sai leggere. Sarà il nostro segreto. Leggi queste mie mani massacrate e tirane fuori la vita. Leggi il mondo. Leggilo bene. Queste sono le uniche parole che riesco a dirti.”